Perché sono un’Attivista delle Pari Opportunità Per Tutt*

Perché sono un’Attivista delle Pari Opportunità Per Tutt*?

Oltre che per pura passione politica, ciò che mi ha spinto ad occuparmene negli ultimi 12 anni è (quasi) tutto scritto in questo articolo, che vi preannuncio è lungo, vi ringrazio molto fin da ora se lo leggerete fino in fondo.

Il motivo è semplice, sono un’Attivista delle Pari Opportunità per Tutt* perché le Pari Opportunità (nell’accezione di Diritti, Doveri e Pari Opportunità per Tutti – 2007 Anno Europeo) sono una Strada che ha attraversato la mia Vita – fino ad ora – che è stata costellata da ferite e cicatrici legate alla giustizia (e giustezza delle responsabilità), alla malattia, al demansionamento (“o mobbing punitivo”), all’esclusione sociale, alla violenza ostetrica, alla blanda accoglienza in terra toscana (o almeno molto discutibile), alle DISpari opportunità in politica e anche alle DISpari opportunità lavorative dato che sono Counselor e … c’è una specie di conflitto in atto. (ma non ne posso parlare, se ne occupano altri soggetti).

Queste ferite diventate oramai cicatrici le ho sistemate tutte, ho “lavorato molto su di me”, praticamente da 20 anni a questa parte, dal 1996 e le ho (anche) armonizzate, le ho trasformate in opportunità, in ciò che sono oggi.

Imiei genitori si sono spostati dall’Umbria alla Lombardia per motivi di lavoro nel 1969. Sono stata concepita a Todi (PG) e sono nata nella cittadina di Peschiera Borromeo, in Via Matteotti. Dall’altro lato della casa natale c’era la sezione giovanile della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani. I miei fratelli partecipavano alle riunioni, io in qualche occasione ci sono andata. Ero una bimba (meno di 10 anni), ma ricordo ancora l’atmosfera: freschezza, gioia, eccitazione, voglia di cambiare, di contare, di portare il proprio contributo, di essere, di valere, di essere parte integrante della società, essere importante “nonostante” e soprattutto grazie alla giovane età. Bei tempi.

Mio padre si è trasferito a Peschiera Borromeo (MI) nel 1969 perché oltre ad essere sposato con mia madre, aveva già 3 figli di 10, 8 e 6 anni e una in arrivo – Io – lui non voleva fare il contadino come i suoi genitori, piuttosto distinguersi ed evolversi e dare alla propria famiglia opportunità di vita migliori di quelle che avrebbe trovato a Todi. E lo comprendo perfettamente. Anche oggi c’è carenza di lavoro, figuriamoci 50 anni fa.

Ha lavorato (anche) in Francia, a Parigi, per l’esattezza, dunque aveva già “respirato aria europea” anche se per soli due anni, come poteva ritornare a vivere in un piccolo paese dopo aver assaggiato l’atmosfera di Parigi, tra l’altro? Questo me lo domando io, in realtà non si è mai espresso direttamente e chiaramente in questi termini, ma è ciò che penso io adesso mentre lo sto scrivendo.

A Parigi faceva un lavoro pericolosissimo: montava i fili dell’alta tensione ad altezze elevatissime, ha letteralmente rischiato la vita per due anni interi per dare la luce ai parigini negli anni 1956-1958. In una foto – l’unica – che testimonia il suo coraggio incredibile, si trovava a tantissimi metri d’altezza, sulla cosiddetta “bicicletta”, senza nessuna rete di protezione, forse (anche) senza casco. Non oso immaginare cosa abbia provato a stare lassù. So solo che lo faceva per la sua famiglia lasciata a Todi (PG). Lo ha fatto per Amore. E anche perché guadagnava molto bene, rispetto alle misere paghe italiane (non è cambiato molto comunque!) e per chi ha passato la guerra da bambino, il denaro è importante, dava le ali ai suoi sogni e ambizione di avere una vita dignitosa.

Io sono nata l’8 dicembre del 1969 in casa, prematura, ero podalica e la mia nascita è stata veloce (3 ore dal momento delle prime contrazioni alla nascita) ho rischiato la morte nascendo, e grazie alla Levatrice Angela sono sopravvissuta: 1900 kg, cianotica, senza respiro, per attivarlo mi mise sotto il getto d’acqua fredda alternandolo con quello d’acqua calda. Così ho potuto emettere il Mio Primo Respiro. Mio padre mi ha riposto nel letto, cosparso da una coltre di cotone, affinché la mia pelle delicata potesse trovare morbidezza e calore. Scrivendo tutto questo sento il grande amore che ha per me e ha avuto sempre, e che io ho per lui. Gli sono grata per essermi stata accanto durante uno dei momenti più importanti di tutta la mia vita: la mia Nascita, l’ingresso nel Mondo… Lui desiderava ardentemente una bimba, e in effetti io sono la prima “Femmina” dopo 3 “Maschi”, sono la prima Nipote Femmina della famiglia paterna. Mio Nonno Sergio Giuseppe, suo Padre lasciò scritto in una lettera che desiderava per me che diventassi “Maestra”. Purtroppo non l’ho mai conosciuto, e avidamente da 46 anni a questa parte raccolgo informazioni, foto, ritorno nei luoghi in cui ha vissuto per sentirlo vicino. I nonni sono importanti, molto importanti per la crescita psicofisica dei nipoti.

All’età di 18 mesi ho avuto la mia prima crisi epilettica. Panico in famiglia. Ho avuto l’epilessia (dal greco “essere colti di sorpresa”) per 15 anni, per fortuna negli anni ho avuto poche crisi, ma intanto ho preso medicine debilitanti per molti anni. Fino al momento in cui mi sono letteralmente rotta di prenderne e durante una vacanza con la mia amica del cuore Emanuela F. a Viserbella presi la decisione istintiva di smettere di prendere medicine. Detto fatto. Quando so ciò che voglio sono molto determinata. Un mese dopo, ho avuto una nuova crisi, all’ospedale vennero a trovarmi tutti i miei amici, e mi sembrava meno triste stare in ospedale. Andai al consueto controllo con mia Madre che non ha mai smesso di credere in me, non mi ha mai fatto sentire “malata”, mi ha curato, protetto, nutrito in tutti i modi che conosceva. Amo profondamente mia madre Elena, le sono grata per avermi dato la vita e per quello che è, un esempio davvero importante. Il Prof. Francesco Viani era il Neurologo che mi seguiva, all’appuntamento entrammo nella stanza come di consueto, ma stavolta chiese molto gentilmente a mia madre di rimanere fuori dalla stanza perché lui voleva parlare con me e solo con me! Che sorpresa. Solo per questo mi sono sentita importante e rispettata. Avevo il cuore in gola…pensavo tra me e me…”ma cosa vorrà dirmi?” Quelle parole hanno cambiato la mia vita, ne sono certa. Mi disse “Anna Maria..le medicine non sono sufficienti per guarire. Se vuoi guarire devi volerlo”. Uscii trionfante. Finalmente conoscevo il segreto per potermi liberare dalla malattia – che ovviamente avevo già percepito come invalidante (è considerata una malattia sociale). Troppe persone preoccupate intorno a me, un futuro che mi si prospettava senza possibilità di fare tutto ciò che volevo, senza possibilità di viaggiare e io già a quell’età volevo essere Libera!

Ho messo in pratica per un anno ciò che mi aveva suggerito il Prof. Viani e ogni giorno ho pensato alla guarigione. Ho pensato a tutto ciò che avrei potuto fare di bello. Ho immaginato, ho sognato. Ho imparato lì, in quel periodo, a vedere ciò che volevo, a immaginare cose che non esistono, ad usare la mia illimitata fantasia. E’ uno dei tanti doni che ho ricevuto dalla malattia.

Dopo un anno, al controllo di routine, il Prof. Viani anche lui trionfante mi disse “questo elettroencefalogramma è la prova che dall’Epilessia si può guarire”, parole che risuonano ancora e che ricordo perfettamente anche a distanza di 30 anni.

Ero al settimo cielo! Non ero più la diversa, la strana, la malata, ero uguale a tutti gli altri miei fratelli e a mia sorella. Ero sana anch’io. Questo è il pensiero che avevo in quel periodo.

Il punto è che dopo 15 anni di medicine, che agiscono sui neuroni, e dopo aver sofferto per come ti guardavano  a scuola le insegnanti (con pietà, con l’occhio “sei malata” o “sei debole”, “sei diversa”, “speriamo non succeda nulla”) e dopo aver nascosto la malattia, ti rimane una cicatrice.

Questa cicatrice l’ho messa a posto con il Re-Birthing, capendo e realizzando che avevo vissuto più anni senza malattia che con. Un processo lungo e sofferto. Ma ce l’ho fatta. Non ho più una crisi dal 1986, sono passati 30 anni e quest’anno festeggerò e celebrerò come non ho mai fatto.

Tutto il mio impegno nel lavoro di quegli anni e fino al 2010, oltre che per passione e ragioni economiche, erano per dimostrare a me stessa e al mondo che anche io valevo, ero importante, era come se cercassi un “riscatto”.

La seconda cicatrice è di tipo “amministrativo-sociale”. A Peschiera Borromeo eravamo in 8 in famiglia, quando ad un certo punto hanno distribuito le case popolari a noi non è toccata! Incredibile. Allora mio padre che fece? Da grande che è, ne ha comprata una insieme ai miei fratelli che già lavoravano. Chissà…se ci avessero dato la casa popolare forse loro avrebbero potuto andare a scuola. Mio fratello Claudio quasi sicuramente sarebbe vivo. Invece non c’è più. Farò un post a parte per questa storia ma non ora.

La terza cicatrice riguarda il lavoro. Ho fatto carriera in una multinazionale, ma poi l’idillio – chiamiamolo così – è finito. Non posso parlare molto di ciò che è successo perché ho firmato un accordo. Ho ricevuto un compenso economico d’incentivo all’esodo e anche ho firmato che non avrei parlato di nessun fatto. E allora io cosa ho fatto? Ho fatto partire un gruppo di autoaiuto per persone che hanno vissuto o stanno vivendo mobbing…di tutti i tipi: top-down, down-up, tra pari (uno dei più tremendi, e tra l’altro che i Sindacati non riconoscono!!). Questa cicatrice è davvero subdola. Mina la tua autostima, il tuo valore, le tue capacità. Ti induce a pensare che non sei niente, perché gli altri ti attaccano continuamente e continuamente ti svalorizzano, non ti parlano, ti isolano. E io in quel periodo non avevo molte energie per attaccare i colleghi o i capi che mi attaccavano: mio fratello Claudio stava morendo. Ciò che voglio far arrivare come messaggio che non ho mai detto ai miei ex Capi e alcuni ex Colleghi è questo: non discuto la vostra decisione di demansionarmi (lo potete vedere in linkedin tranquillamente) o di stressarmi oltre ogni ragionevole comportamento, ma la decisione di scegliere un periodo molto brutto si. Siete stati disumani. E – probabilmente – dovrete risponderne a Dio, un giorno.

Poi ho avuto due figlie, i miei Veri Amori, che ho partorito dal mio addome. Ho due cicatrici sull’utero, che ora, oramai non si vedono più. E’ grazie a loro che sono Counselor e Re-Birther. Anche qui la situazione è delicata. L’unica cosa che vorrei denunciare e l’ho già fatto in forma anonima grazie alla campagna #bastatacere (ringrazio dal profondo del mio cuore Elena Skoko) è il modo in cui mi hanno trattato, mi hanno fatto male durante la visita vaginale, e che nonostante io URLASSI di fare piano, la ginecologa infieriva con violenza inaudita. INAUDITA, tanto che persi liquido meconiale e mi fecero un cesareo d’urgenza, ci hanno messo 2 ore e trenta minuti a suturarmi. Sono stata in quell’ospedale per DIECI giorni. Quando ho ricominciato ad urinare TUTTI hanno tirato un sospiro di sollievo. Quando decisi di denunciare, poco dopo il 2008, mi dissero che dovevo uscire dalla toscana…ASSURDO! Come potevo andare a Roma con due bimbe piccole e un marito che torna a casa alle 20:30? Mah…!! Eppoi non ho avuto molti appoggi in famiglia per questa cosa. ANZI. Il sostegno l’ho sempre ricevuto da sconosciuti o persone esterne, amiche e amici per lo più. Queste cicatrici le ho elaborate in tutti i modi, counseling, psicoterapia, arteterapia, armonizzazione delle cicatrici e sono diventata io stessa una delle prime Armonizzatrici delle Cicatrici…ad Ottobre ho creato il “mio metodo” che si chiama “Metodo ArtediAscoltare di Anna Maria Ricci”. Aiuto le persone a far pace con le ferite e le cicatrici, ad amarle, a renderle amiche, a lasciarle andare, a perdonarsi, a vedere il senso e la connessione con ciò che le ha portate sul nostro corpo. Ma resta il fatto e lo denuncerò. Ho ancora 1 anno e mezzo di tempo per farlo.

Per quanto riguarda le altre 3 Cicatrici ovvero l’esclusione sociale, la DISpari opportunità in politica, e la DISpari opportunità lavorativa a Pisa in qualità di Counselor (ma avrei molto da dire anche per quanto riguarda il “lavoro” (chiamiamolo così) del Centro per l’Impiego (e di come le professioniste che scelgono possono essere crudeli e incompetenti e anche svalorizzanti) ve ne parlerò in un altro momento. Sono coinvolte troppe persone e devo valutare bene se è il caso di espormi così tanto. Darò tutto in mano all’Avvocata che mi sta seguendo.

Sappiate comunque che qui a San Giuliano Terme io ho svolto il ruolo di Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità dal 2006 al 2009 (rappresentavo i D.S. e successivamente il P.D., ma ci sono capitata “per caso”, perché c’erano poche donne che in quel periodo erano disposte ad occuparsi di politica e nonostante questo ho lavorato molto e gratuitamente al servizio della collettività), ho svolto il ruolo di Consigliera per 12 anni circa, e da cui recentemente ho dato le dimissioni.

Il 25 Ottobre del 2014 ho fondato l’Associazione Pariedipiù e dalla quale, qualche giorno fa, ho dato le dimissioni sia dal ruolo di Presidente che di Socia, i motivi sono molti, è stata una decisione sofferta, provate ad immaginare…7 anni di elaborazione, analisi e studio dello Statuto, 2 anni di vita Associativa in cui ho dato l’anima per conciliare tutto famiglia, lavoro, commissione mensa, attività politica…eppoi decisione integra di svolta. Ma era necessaria e fondamentale per la mia LIBERTA’ e per l’EVOLUZIONE.. La mia passione politica ora è dedicata solo ed esclusivamente alle Pari Opportunità Per Tutti (mi ispiro all’anno europeo per le pari opportunità per tutti del 2007), e siccome sono determinata a continuare, sto fondando una Nuova Associazione, con soci differenti, ovviamente.

Preciso che NON ho nessuna tessera di partito, perché ritengo che nessun partito in Italia si occupi di Pari Opportunità in modo serio e come meriterebbe l’ITALIA.

Ho una sola cicatrice in sospeso ed è una Cicatrice D’Amore, ma anche per questa non è prudente parlarne adesso. Rappresenta comunque la chiave di volta per il mio successo.

RINGRAZIO tutte le persone che ho incontrato nel mio cammino, è chiaro che in tutto questo io ho avuto la mia parte di RESPONSABILITA’. E me la sono presa TUTTA, infatti.

I fatti però ci sono stati ugualmente (Igor Sibaldi insegna), ed è ora che anche gli altri si prendano le loro, e questa si chiama “giustezza della Responsabilità”. GIUSTEZZA non Giustizia. Il mio intento è che si rendano conto di ciò che hanno fatto, e di conseguenza facciano qualcosa per trasformare l’esperienza in opportunità. Almeno io ci provo a fare in modo che l’esperienza che ho vissuto sia proficua per Tutti e Tutte.

Le ringrazio Tutte queste persone perché oggi sono io grazie a Tutto questo che avete letto, era il mio “destino” o “karma” (okkio io non sono Buddista, cerco solo molte parole per chiarire lo stesso concetto), ed è ora di lasciarmi alle spalle tutto, le Cicatrici non ci sono più, sono diventate EVOLUZIONI d’AMORE incondizionato che io ridò ai miei clienti e alle mie clienti e non solo.

Seguitemi, vi farò sapere quando nascerà la nuova Associazione!

Il mio motto è il seguente:

LE PARI OPPORTUNITA’ SONO – in primis – DENTRO DI TE: ASCOLTATI #dalsilenzioallaparola

Grazie dell’attenzione. A presto!

Anna Maria Ricci (Giontella)*

#PARIOPPORTUNITA’PERTUTT*

LE PARI OPPORTUNITA’ SONO – in primis – DENTRO DI TE: ASCOLTATI #dalsilenzioallaparola

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Free Ph. “Heart” by Pixabay

Poesia Se Vuoi Davvero Conoscermi

*Giontella è il Cognome di Mia Madre

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