T’invaghisti di un’ombra di Pedro Salinas

Tu vivi sempre nei tuoi atti,

con la punta delle dita

sfiori il mondo, gli strappi

aurore, trionfi, colori,

allegrie: è la tua musica.

La vita è ciò che tu suoni.

 

Dai tuoi occhi solamente

emana la luce che guida

i tuoi passi. Cammini

fra ciò che vedi. Soltanto.

 

E se un dubbio ti fa cenno

a diecimila chilometri,

abbandoni tutto, ti lanci

su prore, su ali,

sei subito lì; con i baci,

coi denti lo laceri:

non è più dubbio.

Tu mai puoi dubitare.

 

Perché tu hai capovolto

i misteri. E i tuoi enigmi,

ciò che mai potrai capire,

sono le cose più chiare:

la sabbia dove ti stendi,

il battito del tuo orologio

e il tenero corpo rosato

che nel tuo specchio ritrovi

ogni giorno al risveglio

ed è il tuo. I prodigi

che sono già decifrati.

 

E mai ti sei sbagliata,

solo una volta, una notte

che t’invaghisti di un’ombra

– l’unica che ti è piaciuta –

un’ombra pareva.

E volesti abbracciarla.

Ed ero io.

Pedro Salinas (da “La voca a te dovuta” 1933)

 

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