In un

mo(n)do

o nell’altro

io e te

ci si

dovrà incontrare.

Con l’unica

certezza

che rimane

di non lasciarsi

andare.

Per la voglia di fuggire via

per rispetto

per chi crede ancora

alla magia.

Sono un uomo

che siede comodo

nella sua malinconia.

E che ogni tanto

scrive

quando

il mondo brucia

per la troppa frenesia.

Ma che bel

modo

hai

di essermi

di esserci.

Ma che bel

modo

sei

di vivermi

di viverci.

Ma tu lo sai

come si fa

a rimanere

soli tra le gente?

Quando ad ascoltare

non ce la fai

più.

Intendo

due

soli veramente.

Come si fa

a superare

la corrente

gelida

che scorre

tra ciò che è giusto

fare

e tutto ciò che serve

per cambiare?

A me piace sognare

soffro d’una

rara malattia

chiamata

ipotermia neurale.

Se non penso

io mi sento male.

Ma non stiamo qui a tergiversare.

Non ho più voglia

di parlare.

Vieni a respirare

qui con me.

Vienimi a trovare.

Con una scala

o una poesia

per poter

guardare fuori.

Ti parlerò

di libertà.

Io.

Ti vestirò

di fiori.

Andrew Faber

Dal Libro “Non ho ancora ucciso nessuno” (Miraggi Edizioni)

Free Ph. “Man” Pixabay.com

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