Non so se riuscirò a tornare alla vita di sempre, al rumore, al traffico, agli odori dei mezzi pubblici. Lo farò, ovvio, perché ho bisogno di lavorare, ma sono certa che avrò una soglia di sopportazione molto bassa. Sono crollate tutte le sovrastrutture costruite anno dopo anno. Un muro che è crollato, che mi è crollato addosso. Mi sono ubriacata di silenzio e di niente. Di vuoti che non sento il bisogno di riempire. Senza intenzione ho ricucito tutti i miei pezzi, ho ritrovato cose che non sapevo di aver perso. Non sarò una persona migliore, magari solo un po’ più consapevole e non sarà poco.

Senza filtri.

Mafalda Serrecchia – 18 aprile 2020
Ph. Manet, Donna che scrive

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