Partendo dalla mia esperienza personale di madre che ha partorito in due ospedali differenti nel 2004 e nel 2008, posso affermare con certezza che ci sono state delle violazioni che non ho denunciato, poichè una madre appena ha partorito è in uno stato di ipersensibilità e vulnerabilità fisiologica, che dovrebbe essere protetta da tuttx a prescindere, ma così non è stato. Ho avuto 10 anni di tempo per farlo, e alla fine ho scelto di non procedere. Alla fine, dopo aver parlato con 3 Avvocate diverse. Sarei dovuta andare a Roma…così mi fu consigliato, con una bimba appena nata, e una di 2 anni e mezzo. Affrontare un tribunale, un processo, tanti soldi per avvocati, e tutto il resto che senso aveva se poi le cose sarebbero comunque rimaste le stesse? Chi mi avrebbe dato i soldi in più per sostenere un processo “contro” un ospedale? Quelli che avevo mi servivano per soprav-vivere dal 2011 in poi soprattutto. Comunque a me 10 anni di tempo per denunciare per una violazione così importante mi sembrano offensivi, e lo dissi anche ad una Avvocata Umbra, perchè una donna che subisce (e in questo caso è proprio il caso di dirlo) una violazione nella parte più profonda e delicata del proprio corpo, in 10 anni può riprendersi e lavorare su di sè certamente, leccarsi le ferite e farle diventare cicatrici, tuttavia non è scontato che lo faccia, che ci riesca, che riesca a trovare le persone giuste che la accompagnino nel percorso di guarigione e rinascita. Io ho avuto fortuna e a dire il vero me la sono cercata quella fortuna, spendendo quel denaro per corsi di formazione, nonchè percorsi di crescita personale, scuole professionalizzanti, convegni, riunioni, viaggi a Viterbo, a Napoli, ad Ivrea, Roma, Milano, ore su Facebook per creare connessioni e stare nella rete, dove possibile. Ho scritto anche un libro, per chiudere definitivamente il cerchio…come si suol dire e l’ho definitivamente chiuso ben 2 anni fa. Nel frattempo la mia situazione economica era cambiata. E non ero più davvero certa che denunciare avrebbe fatto cambiare le cose, ad un certo punto ho pensato che avrebbe solo fatto inasprire la situazione, ponendo muro contro muro, ed io questo no lo volevo. Ad un certo punto ho pensato a quale futuro avrei voluto per le mie figlie e tutte le persone partorienti.

E per il destino della Nascita in Italia.

Perciò eccomi qui. A trasformare il personale in politico, perchè lo è spesso nella maggior parte delle volte. Per me lo è sempre.

Nel 2018 ho cominciato a scrivere una petizione, che ha un nome un pò ingiusto…perchè rievoca la protesta, ma di fatto petizione significa richiesta alle Autorità. Quella petizione è rimasta in standby per due anni per motivi che non starò qui a specificare e lo faccio per sorellanza. Il 18 gennaio 2020 sono stata alla Womens’ March Florence e ho fatto uno speech sulla violenza ostetrica. A febbraio ho rimesso mano alla petizione e l’ho aggiornata. Volevo che fosse anche inclusiva pensando alle persone Trans, ma poi mi sono arresa e resa conto che questa petizione doveva essere lanciata prima possibile così come l’avevo concepita e pensata, lo dovevo a me stessa, alle creature che sono venute alla luce attraverso il mio corpo, al loro padre, ma anche a tutte le amicizie e alla mia famiglia d’origine, avendo tuttx vissuto indirettamente tutta la nostra storia. E sono dell’idea e lo ribadisco con semplicità che andrebbe fatta anche una petizione per tutto ciò che sta succedendo alle persone Trans. Non fraintendetemi, non è l’ennesima esclusione, è rendersi conto che non ne ho le competenze. Nella petizione che di seguito vi condivido, ho scritto che la Legge sulla Nascita dovrà essere inclusiva, intendendo che non deve dimenticarsi di nessunx.

Perchè firmare la Petizione?

https://www.change.org/p/ministero-della-salute-nascita-vogliamo-una-legge-e-dati-relativi-alle-pratiche-rispettose-e-irrispettose

TESTO PETIZIONE

L’articolo 32 della Costituzione Italiana è molto chiara in tema di salute “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La Legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2014 ha redatto il documento “La prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”. Secondo l’O.M.S. “ogni donna ha il diritto al più elevato livello di salute raggiungibile, che include il diritto ad una assistenza sanitaria rispettosa e dignitosa! Dichiara inoltre che “nonostante le evidenze esistenti suggeriscano che le esperienze delle donne vittime di mancanza di rispetto e abuso durante il parto siano largamente diffuse, al momento non vi è unanimità a livello internazionale su come definire queste pratiche e su come misurarle scientificamente. Di conseguenza, la loro diffusione e il loro impatto sulla salute delle donne, sul loro benessere e sulle loro scelte rimangono sconosciuti.

Dichiara inoltre di Resoconti sui trattamenti irrispettosi e abusanti durante il parto nelle strutture ospedaliere includono l’abuso fisico diretto, la profonda umiliazione e l’abuso verbale, procedure mediche coercitive o non acconsentite, la mancanza di riservatezza, la carenza di un consenso realmente informato, il rifiuto di offrire un’ adeguata terapia per il dolore, gravi violazioni della privacy, il rifiuto di ricezione nelle strutture ospedaliere, la trascuratezza nell’assistenza al parto con complicazioni altrimenti evitabili che mettono in pericolo la vita della donna, la detenzione delle donne e dei loro bambini nelle strutture dopo la nascita connessa all’impossibilità di pagare. Inoltre, adolescenti, donne non sposate, donne in condizioni socio-economiche sfavorevoli, donne appartenenti a minoranze etniche, o donne migranti e donne affette da l’HIV sono particolarmente esposte al rischio di subire trattamenti irrispettosi e abusi.”*

Nel 2019 l’Assemblea del Consiglio d’Europa ha invitato gli Stati Membri e i Ministeri della Salute a produrre dati sulla “violenza ostetrica e ginecologica”, a renderli pubblici e a promuovere l’assistenza rispettosa alla maternità, così come proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.**

Vogliamo conoscere l’entità di tali pratiche irrispettose in Italia, chiediamo pertanto di prendere in considerazione le seguenti proposte, utili alla loro prevenzione e totale eliminazione:

1) L’elaborazione e approvazione di una nuova Legge sul Parto e sulla Nascita Rispettata che tuteli tutte le persone coinvolte nell’evento nascita e che sia inclusiva, come frutto dell’ascolto attivo e dialogo con Persone, Associazioni, Comitati, Liberi Professionisti, Movimenti e Organizzazioni che in Italia, a vario titolo, si occupano di Nascita.

2) Che tale Legge abbia una particolare attenzione alla prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso strutture ospedaliere, prevedendo la produzione di dati ufficiali.

3) La costituzione di un Numero Verde dedicato, che possa raccogliere direttamente le segnalazioni delle persone coinvolte da pratiche irrispettose.

4) Il miglioramento delle condizioni lavorative di tutto il Personale Sanitario e dunque anche degli operatori e operatrici sanitari dedicati all’evento nascita.

5) La totale applicazione della Convenzione di Istanbul.***

Solo una Nascita Rispettata può dare avvio, nel miglior modo possibile, ad una vita pacifica.

Grazie anticipatamente a tutte le persone che firmeranno questa petizione e/o la condivideranno.

Anna Maria Ricci – San Giuliano Terme (PI) – 28 dicembre 2020 12:57

Ph. Pixabay.com

Testo senza editing.

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