Ieri sera alle 17:30 ho meditato insieme ad altre 80 persone, circa 10 in presenza sull’Isola di Giava e circa 70 sparse in giro per il mondo…ha condotto Laura Romano.

E’ stato emozionante e nutriente, salutare il 2022 con i messaggi che la guida trasferiva al gruppo.

Spero di ricordarmeli tutti, anche se so che il mio inconscio – perfetto – li ha accolti e immagazzinati. Non ho volutamente preso appunti per non arrivare in ritardo ed essere presente qualche minuto prima.

Arrivare con il giusto spirito è importantissimo.

Ho fatto fatica ad entrare subito in meditazione, perchè mi sono portata tutte le cose che avevo vissuto ieri in vari gruppi di donne con cui ho interagito. Tre per l’esattezza, tre gruppi composte da donne che definire meravigliose è fare loro un torto. Persone non si conoscono affatto tra loro, o forse si, non so. Saprà dircelo solo la vita.

Eppure in questo anello di congiunzione che sento d’essere, le parole sorellanza, insieme, ascolto attivo, destino, fare la differenza, cura, materno, divertimento e celebrazione…erano le stesse, mi hanno accompagnato fino a quando le ho lasciate andare.

Essere presenti nel momento presente è un dono per tutti. E’ con la vera presenza con ciò che stavo facendo che sono entrata in meditazione.

E sono arrivate le parole della guida Pamong a farmi aprire il cuore ancora di più. E più arrivavano al cuore, più le lacrime passavano a ricordarmi quanto sono grata di questo dono ricevuto e che ho saputo ricevere.

Il primo messaggio è che ho ricevuto un dono impagabile, che non ha prezzo, perchè qualsiasi cifra non potrebbe rappresentare il valore del tempo che Laura Romano e tutte le guide Pamong del mondo ci offrono.

Quando meditiamo offriamo il nostro essere, presenza, anima e rispetto per una pratica che non è un metodo, una tecnica, bensì un modo di vivere.

“Sumarah is a way of life” – Laura Romano

Questo dono arriva in momenti particolari della vita, e in effetti, quando Emanuela, la mia amica me l’ha offerto parlandomene credo quasi 8 anni fa, non lo raccolsi. Non era il momento. Quando è stato il mio momento di accoglierlo?

Quando la mia vita era in completo subbuglio. Ma dovetti lasciarlo ancora..perchè per me era difficile presenziare fisicamente, troppo difficile…così ho preso atto d’essere entrata in contatto col dono ma che non ero ancora pronta a ricevere totalmente.

Poi è arrivata la pandemia…e ho ricominciato a meditare, stavolta on line. E da quel momento penso di non essere mai mancata, nè alle meditazioni settimanali, nè tantomeno a quelle mensili condotti da Laura.

A settembre di questo anno è arrivata la svolta frequentando il seminario on line di una settimana: 1 ora di meditazione la mattina e 1 ora di meditazione la sera. Decido di cominciare a meditare tutti i giorni, in modo libero e appena finisco scrivo.

Entrare dentro se stessi senza la pretesa di cambiare ciò che pensiamo, proviamo, ma semplicemente arrendendoci a chi siamo io la definisco conoscere e riconoscere la propria perfezione con ciò che si è totalmente, luce ed ombra.

Ho parlato di questa meditazione a diverse persone…e so che ho messo dei semi, li ho offerti, ma poi non sta a me proseguire nel processo.

Sumarah è un processo

Siamo nel processo di crescita, io almeno ricevo questo messaggio in questo modo. Le parole che dice la guida Pamong durante la meditazione sono le stesse, ma ognuno le prende e le processa individualmente. Non c’è una strada uguale per tutti.

In Sumarah ognuno è sulla sua strada, ma insieme.

Alle 18 ho festeggiato la fine dell’anno. Questa cosa mi commuove tantissimo e sposta i miei confini temporali.

Ho pensato a mia madre, ad Elena che si chiama proprio come mia madre che se ne è andata a marzo…a Giuliana…ai tre gruppi di donne…e ho sentito forte ma davvero forte questa grande apertura di cuore che è successa nella meditazione aprendo a nuove risorse dentro di me.

Ho pensato e sentito le sorelle che sono andate via prima di me e in particolare a Michela e alle sue figlie.

Ho pianto come una ragazzina, come una donna, una madre, una figlia, una sorella, zia, partner e tutto ciò che sono. Ho sentito fortissimo il sentimento di sorellanza.

Meditare da sola ha un’altra valenza e importanza nel processo, eppure anche se online, anche se non conosco tutte le persone con cui medito, il processo non sarebbe lo stesso se non fossimo insieme in quello spazio, con quella intenzione.

Il cambiamento si sente anche quando si medita. La guida lo avverte e io so d’essere connessa e presente quando sento la stessa cosa.

Il cambiamento è uno stato interiore. Se c’è dentro si vedrà fuori. Lo diceva Jung, ma un conto è saperlo dal punto di vista cognitivo, un altro conto è saperlo per esperienza diretta, un altro ancora è integrarlo.

Sono nell’integrazione di tutto ciò che mi consentirà una nuova evoluzione.

Ci sono stati altri messaggi, ma al momento non li ricordo. Come spesso accade emergeranno quando serviranno, quando non me lo aspetto e io li accoglierò.

Anna Maria Ricci – Le Poesie di ADA – 01 gennaio 2023 h. 14:26 Testo con piccolo editing 3 gennaio 2023

Info su Sumarah

Sito: http://www.sumarah.net/

Libro: http://www.sumarah.net/

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