Conoscevo Samanda B. dal 1999, anno in cui mi sono trasferita in Toscana. Nel 2001, quando ricoprii il ruolo di Manager Call Centre in Vodafone ho avuto modo di conoscerla in modo più approfondito. Ha lavorato nello staff della direzione del call centre di Vodafone di Pisa e lei si ccupava in particolar modo dei reparti che gestivo. Quando nel 2004 rimasi incinta, lei passava da casa a portarmi i documenti, e con la gentilezza negli occhi mi raccontava cosa succedeva in call centre. Per vari motivi siamo diventate amiche. Venne a trovarmi all’Ospedale di Pisa quando nacque mia figlia, fu la prima ad entrare in quella stanza di ospedale e a congratularsi per la sua nascita, venne con un mazzo di rose gialle, e a dirmi “Hai la luce negli occhi”,  spero un giorno di averla anch’io, riferendosi alla nascita della figlia che poi avvenne qualche anno più tardi. A casa sua andavo ad allattare mia figlia i primi mesi d’inverno, e così stavamo in compagnia a parlare di tutto. Della vita, della nascita e della morte. Parlavamo di sua madre, e di suo nipote e di quanto gli mancassero. Parlavamo del lavoro, che ci accomunava, e di tutto il resto, cose semplici e normali. Stamattina, mentre lavoravo, sulla bacheca di una ex collega ho visto il messaggio di RIP Samanda, io non volevo soffermarmi (avevo capito all’istante, ma non volevo vedere), e cosi’ sono andata avanti, ma poi sono tornata indietro e ho commentato come faccio sempre con tutti, anche con gli sconosciuti che stanno vivendo un momento stressante o di grande cambiamento, con uno dei miei messaggi. Quando ho visto il messaggio privato che mi confermava che avevo intuito bene, non riuscivo a crederci…non era possibile, ma è la realtà e alle volte fa male. Ho pensato subito a sua figlia, a suo marito, ed è da allora che sento un grande freddo. Sento solo il calore delle lacrime in questo momento. Sono molto dispiaciuta per la sua morte, improvvisa, ingiusta (la vedo così ora), e ancora di più mi dispiace per sua figlia che amava più di se stessa e per il suo compagna di vita. Recentemente ci eravamo viste, mi aveva chiesto di aiutarla in un suo progetto, ed io ero in attesa di poterlo continuare….le scrissi e mi rispose che mi avrebbe chiamato presto.
Spero dal profondo del mio cuore che sua madre la accolga, questo è l’unico pensiero che adesso mi consola.
Conosco il processo di elaborazione del lutto, è un distacco, una separazione e ci vorrà un po’ di tempo. Poi potrò onorare la sua nascita e tutte le belle cose che abbiamo vissuto insieme, che fanno parte della mia storia e della storia della mia famiglia. R.I.P. Samanda..un abbraccio grande, ti voglio bene.

Italia 4 febbraio 2015

Anna Maria Ricci

Ph. Wild Flowers Pixabay.com (Foto libera da copyright)

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Descrizione immagine: fiori selvatici presi in primissimo piano. Si possono osservare fiori di colore fuscia e viola. Dietro i fiori cielo aperto di colore azzurro e nuvole (con un effetto “melange”)

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2 risposte a "In ricordo di Samanda"

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